Scopre di essere stato truffato e chiede aiuto ai Carabinieri

Redazione

| Pubblicato il sabato 24 Aprile 2021

Scopre di essere stato truffato e chiede aiuto ai Carabinieri

San Pietro Clarenza
di Redazione
Pubblicato il Apr 24, 2021

La redazione è l'insieme dei giornalisti che lavorano per una testata giornalistica, un'emittente televisiva o radiofonica. È coordinata dal caporedattore che organizza il lavoro di tutti e fa da cinghia di trasmissione nei rapporti con il direttore responsabile.

I Carabinieri della Stazione di Camporotondo Etneo hanno denunciato per truffa in concorso una 23enne di origini colombiane ma residente a Napoli, nonché un 36enne di Carinola (CE).

Sembra che il fenomeno stia aggravandosi negli ultimi tempi, complice anche il maggiore ricorso da parte degli internauti alle infinite risorse che il mondo web fornisce ai consumatori, talvolta però trascinandoli in situazioni poco piacevoli ordite da “specialisti” della truffa.

E’ quello che è successo ad un tranquillo operaio di San Pietro Clarenza il quale, al fine di stipulare un contratto assicurativo per il proprio scooter, si era barcamenato su Internet alla ricerca di una favorevole soluzione.

In effetti, forse incautamente inserendo il proprio numero telefonico in qualche sito specializzato rivelatosi poi un “pishing”, aveva ricevuto un messaggio su una notissima applicazione di messaggistica nella quale l’interlocutore gli faceva pervenire l’oggetto del desiderio: un preventivo effettivamente economicamente vantaggioso con la garanzia di serietà offertagli da una delle più affidabili compagnie assicuratrici.

Il resto è facile da intuire perché la vittima ha ottemperato alle indicazioni fornitele dal truffatore, ancora tramite messaggi, che ha elencato i documenti da produrre quantificandogli in 501 euro la somma da versare su un Iban a nome di un fantomatico dirigente.

Era ovvio che, ricevuta la somma, il truffatore non desse più notizie e si negasse alla vittima che, mestamente, si è recata in caserma per denunciare i fatti.

I militari hanno così scoperto che il numero telefonico del truffatore era intestato alla colombiana, mentre l’Iban sul quale era stata versata la somma corrispondeva ad un uomo della provincia di Caserta, entrambi, comunque, con svariati precedenti specifici per truffa.

A tal fine, pertanto, i Carabinieri raccomandano agli utenti di evitare la comunicazione dei propri dati sensibili senza aver ancor prima con cura verificato l’effettiva corrispondenza tra l’interlocutore virtuale e quelle operazioni, essenzialmente di tipo economico o riguardanti la sfera privata soprattutto in età minorile.

di Redazione
Pubblicato il Apr 24, 2021

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