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Schifani: “Decreto disavanzo firmato Draghi-Mattarella”

“Io non credo che questa manovra non guardi al sud. Questo governo lo ha preso sostanzialmente a cuore se penso all’autonomia differenziata dove c’è molta attenzione a non accelerare troppo il dibattito ed il confronto perché una Italia a due velocità va evitata”.

Lo afferma da Catania il Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani che è intervenuto alla festa regionale del tricolore organizzata da Fratelli d’Italia

Il Governatore poi aggiunge: “Ho parlato questa mattina con il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, dopo il maltempo di ieri sera e gli ho detto che la Regione gli è vicina e che può contare su di me”.

“Ho dormito soltanto tre ore perché m i rendevo conto già come si sarebbe ingenerata nell’opinione pubblica siciliana la preoccupazione per questo ‘buco’. Io sono un presidente dei centrodestra che si muove in continuità di un precedente governo di centrodestra che ha ereditato una buco di un governo di centrosinistra”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani parlando a Catania alla Festa del Tricolore.

“Non c’è nessun buco di bilancio. Nel 2019 il governo regionale era stato autorizzato a spalmare il disavanzo in 10 anni e si stava facendo così. Poi ieri la Corte dei Conti ha ritenuto che questo decreto legislativo che autorizzava la spalmatura fosse incostituzionale e ha sospeso il giudizio di parifica e quindi, prima ancora che si pronunci la Corte Costituzionale tra qualche mese, è mio dovere intervenire per far fare al Governo nazionale un chiarimento sulla bontà di questo decreto legislativo che io ritengo pienamente legittimo”.

“Quindi non si tratta di buco di bilancio – ha aggiunto Schifani – ma della interruzione di un processo di rientro dal disavanzo pubblico che era stato autorizzato da un decrepito firmato Draghi-Mattarella”. “Io lavorerò perché non si arrivi al giudizio della Consulta – ha proseguito – perché passa troppo tempo. Il mio dovere è quello di evitare il proseguirsi di tale vicenda con una norma nazionale che possa confermare quello che già fa parte del decreto. Sto lavorando attivamente e spero fattivamente per queste e spero nell’interesse dei siciliani, al di la delle critiche. Mi riferisco a tutto il centrodestra, un richiamo alla responsabilità a tutti gli eletti del centrodestra”.

“C’è un conflitto tra poteri – ha aggiunto Schifani – e questo è palese perché quando la Corte dei Conti impugna davanti alla Corte Costituzionale un provvedimento del Governo… tanto che ieri il presidente della Corte dei Conti ha dichiarato che l’ordinanza che stava leggendo sarebbe stata notificata al Mef, al governo perché è controparte, sennò non l’avrebbe notificata al Mef”.

“Siamo utilizzando dei fondi europei che erano destinati ad altro ma che rischiavamo di perdere per assenza di progetti. Mi sono reso conto che la Sicilia perde moltissimi fondi europei per mancanza di progettualità. Non ci sono i progetti, stiamo studiano un intervento che determini lo stanziamento di un certo importo attraverso cui potere utilizzare anche forze esterne”.

Dice ancora Schifani: “Abbiamo già stanziato in giunta regionale un pacchetto di 360 milioni, 250 dei quali sono per il caro bollette delle imprese, 70 per il caro bollette del mondo dell’agricoltura e 50 milioni per tutti coloro i quali attuano progetti di risparmio energetico. Annuncio che a breve la prossima giunta delibererà lo stanziamento di altri 200 milioni per le famiglie. Noi contiamo di riuscire a dare ad ogni famiglia che non superi un centro reddito almeno 1.000 euro e poi di stanziare 300 milioni per sgravi contributivi e fiscali ai nuovi assunti”.

“Tendo a rassicurare i sindacati che non c’è nessun buco. L’attenzione del mio governo nei confronti delle parti sociali è massima. Apriremo dei confronti con i sindacati nel momento in cui vareremo le misure di sostegno al lavoro con la decontribuzione per condividere le modalità di erogazione di questo stanziamento, che non è da poco perché sono 300 milioni”.

Poi conclude: “Le critiche del deputato D’Agostino? Alcuni soggetti dichiarano di far parte della maggioranza ma poi nei fatti non credo che si comportino da parlamentari della maggioranza, per cui non intendo commentare. Dichiararsi di maggioranza e poi porsi in atteggiamenti critici è troppo facile”.

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Redazione