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Femmincidio Bronte: forse c’è un video

Un anziano è rimasto ferito nel tentativo di difendere Ada Rotini dall’aggressione del marito, Filippo Asero, che l’ha uccisa ferendola mortalmente con un coltello alla gola.

L’uomo, che si era frapposto fra i due, ha riportato una lesione da arma da taglio a un braccio ed è ricoverato nell’ospedale di Bronte.

Secondo una prima ricostruzione, l’anziano sarebbe la persona che la vittima assisteva come badante. Asero e l’anziano abitano nella stessa strada, in via Boscia a Bronte, e quando ha visto arrivare la moglie che andava al lavoro sarebbe sceso in strada per affrontarla e l’ha uccisa.

La donna quando sono arrivate le ambulanze del 118 era già deceduta. Asero ha tentato il suicidio rivolgendo l’arma contro se stesso. E’ stato trasportato con un elicottero del 118 nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia, dove è arrivato con ancora il coltello nell’addome.

Dagli accertamenti dei carabinieri è emersa una diversa ricostruzione della dinamica dell’omicidio. La donna, accompagnata dall’anziano che accudiva come badante, era andata nella casa in cui aveva vissuto col marito per ritirare degli effetti personali, in vista della loro separazione. Asero avrebbe cercato di bloccarla e l’ha colpita violentemente e numerose volte con un coltello uccidendola, puntando poi l’arma contro se stesso, centrandosi all’addome, per suicidarsi. L’anziano avrebbe cercato di fermare l’aggressore rimanendo ferito a un braccio.

Del terribile femminicidio esserci un video. I carabinieri hanno acquisito, e stanno visionando, le registrazioni di alcune telecamere di sicurezza di un privato che abita nella zona del delitto. Una punterebbe proprio nel luogo dove stato commesso l’omicidio e lo avrebbe ripreso. I proprietari dell’immobile non hanno visto il contenuto delle registrazioni che sono state portate vie da militari dell’Arma.

“Pochi giorni fa ad Aci Castello, oggi a Bronte, domani non sappiamo dove, sappiamo che accadrà ancora. Non  èpossibile. Lo Stato deve punire severamente questi atti ignobili. Nessun essere umano può disporre della vita altrui”.

Così, su Facebook, Pino Firrarello, sindaco di Bronte ha commentato il femminicidio

Nessuna donna – aggiunge il primo cittadino – deve avere paura di vivere libera. Se siete vittime, denunciate al Telefono rosa ed alle Istituzioni: abbiamo il dovere di starvi vicine. Proclameremo il lutto cittadino”.

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Redazione