“Fuori da Roma nessuno ci accreditava come squadra in corsa. E la proprietà non mi ha detto di raggiungere quel traguardo, è una cosa che ho detto io”, ha precisato il tecnico giallorosso in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Pisa (domani, ore 20:45) all’Olimpico. “Sfidiamo una squadra quasi retrocessa, ma molto ostica”, le parole di Gasp che, dopo la disfatta di Milano con l’Inter, vuole mettere pressione a Como e Juventus, distanziando almeno per una notte a +4 l’Atalanta, impegnata sabato sera proprio contro i bianconeri. Non recuperano i quattro titolari ai box: “Penso che Mancini possa tornare la prossima settimana e con lui spero anche Kone e Wesley. Dybala va abbastanza bene, si allena e penso siano necessarie 1-2 settimane”.
Gli infortuni sono stati una costante nella stagione giallorossa: “Sono stati penalizzanti, soprattutto perchè sono stati lunghissimi sin da subito. E’ stata un’annata difficile sotto questo aspetto”. Tra i giocatori spesso assenti per problemi fisici ci sono elementi in prestito (Ferguson, la cui stagione è finita) o in scadenza (Dybala). “Questa situazione non è una novità, non si è affrontata prima ed è rimasta tale e quale. Sono ragazzi seri. Penso a Pellegrini che dopo il 5-2 di Milano è andato a fare l’intervista, mettendoci la faccia. Il futuro dipende dalla loro volontà e da quella della società”, ha tagliato corto l’allenatore che si è anche soffermato sul target dei calciatori da prendere in estate.
“Negli ultimi due anni sono arrivati trenta giocatori, di questi 4-5 o meno stanno giocando attualmente. Forse c’è bisogno di target diversi. A Roma hanno visto giocatori importanti e riconoscono quelli forti…”. Si possono prendere giocatori giovanissimi o con un ingaggio pesante. Per Gasperini la strada da seguire sta nel mezzo: “Il target ideale sono i giocatori come Malen e Wesley. Se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due li aggiungi. Non è facile, ma è possibile”.
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