Crans-Montana, Ciciliano “Dai Paesi vicini fondamentale supporto alla Svizzera”

Redazione

| Pubblicato il lunedì 05 Gennaio 2026

Crans-Montana, Ciciliano “Dai Paesi vicini fondamentale supporto alla Svizzera”

di Redazione
Pubblicato il Gen 5, 2026

ROMA (ITALPRESS) – Nella tragedia di Crans-Montana “sono stati coinvolti 20 cittadini italiani, 14 feriti e 6 deceduti. Uno è ancora ricoverato in Svizzera: doveva essere trasferito prima ieri, poi oggi, ma le sue condizioni cliniche non ne consentono in questo momento il trasporto”. Così il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, in un punto stampa sulla tragedia di Crans-Montana nella sede operativa del Dipartimento a Roma, dopo aver accolto a Linate e poi a Ciampino le salme delle vittime italiane. Ciciliano ha poi espresso il proprio cordoglio “personale e a nome della Protezione civile alle famiglie delle vittime e vicinanza ai feriti che sono ancora ricoverati a Milano e Zurigo. Questi ragazzi che ormai sono un pò tutti figli nostri”, ha aggiunto.
“Nel momento in cui è stato chiaro che la gestione emergenziale dei sistemi svizzeri non era più in grado di mantenere la governance ordinaria dell’azione di soccorso, il supporto dell’Italia e degli altri Paesi vicini è stato fondamentale – ha sottolineato Ciciliano -. Le Regioni si sono immediatamente messe in moto, fin dall’inizio sono stati messi a disposizione posti letto particolari, ad altissima intensità di cura, per i grandi ustionati”, così come sono stati messi a disposizione farmaci specifici. “L’azione di sinergia istituzionale si è concretizzata con questo team avanzato, prima in Svizzera e poi attraverso la distribuzione” negli ospedali. “Le squadre che avevamo messo a disposizione erano due per dare la possibilità di cercare di trasferire questi pazienti”, perchè “alcuni dei 120 feriti avevano trovato assistenza in ospedali che non avevamo posti letto adeguati per la gestione dei grandi ustionati”.
Il primo criterio di trasferimento “ha interessato ovviamente prima i pazienti che erano da curare in maniera più intensiva. Il secondo criterio è stato ovviamente il criterio della prossimità delle residenze”, ha spiegato. “Così facendo abbiamo garantito la migliore chance di cura e quindi di sopravvivenza di ciascun paziente senza annichilire quelle che sono le capacità operative degli ospedali del territorio nazionale, che ovviamente devono avere la capacità di continuare ad erogare le prestazioni necessarie”, ha sottolineato. Il trasferimento è stato possibile “grazie agli elicotteri delle Regioni, nella totale sfortuna dell’evento la fortuna è stata che le condizioni meteo hanno consentito il trasferimento tempestivamente”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Pubblicato il Gen 5, 2026


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